IL FEDERALISMO FISCALE E LA CRESCITA ECONOMICA
In questi ultimi mesi abbiamo spesso sentito parlare di federalismo fiscale e cioè di un progetto politico che vede e porta una maggiore responsabilizzazione degli enti locali a fronte dell’erosione di compiti che prima spettavano allo Stato.
Ovviamente parliamo di una riforma che ha un indubbio effetto importante se non è accompagnata da un monitoraggio attento da parte dello Stato.
Ed infatti, la riforma del federalismi fiscale non avverrà in una volta sola, ma sono previsti degli strumenti che consentano di compensare eventuali situazioni di sofferenza economica.
In primo luogo, è attivo un fondo che serve per riequilibrare eventuali situazioni in l’autosufficienza economica è una chimera, si pensi ai Comuni con maggiori problemi economici che a seguito di questa riforma, si vedrebbero tagliare fondi necessari per garantire anche i più elementari servizi.
Dopo un primo momento di perplessità per la riforma del federalismo fiscale, gli amministratori locali hanno accolto positivamente il ruolo dello Stato e di questo fondo, un ruolo compensativo ed improntato all’esigenza che su tutto il territorio nazionale le condizioni di disuguaglianza siano limitate.Resta la questione che questa è soltanto la prima fase di un meccanismo che tenderà sempre di più a promuovere l’autonomia economica degli enti locali; considerando la crisi economica, la cronica situazione di emergenza lavorativa e sociale che vivono molti Comuni del Sud, questa autonomia è vista come un boomerang capace di suddividere in maniera sempre più marcata un’Italia del nord che è viva e vitale ed un’Italia del sud sempre più in situazione di sofferenza economica.


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