Sulla riforma del lavoro il Governo procede anche senza il consenso dei partiti
Il governo Monti è deciso ad andare avanti e a portare a termine il suo progetto di riforma del mercato del lavoro, anche se questo non dovesse incontrare il consenso dei partiti. Il ministro per il Lavoro Elsa Fornero, intervenuta in teleconferenza in occasione di un incontro alla Camera organizzato dal centro studi Arel è stata chiara: nel caso in cui non si dovesse trovare un accordo definitivo tra governo e i partiti e questi ultimi desiderassero veder realizzata una riforma del lavoro che i ministri del governo tecnico reputano non buona, l’esecutivo guidato da Monti si assumerà la responsabilità di presentare di fronte al Parlamento la propria legge di riforma. Spetterà poi ai parlamentari, secondo quanto dichiarato dalla Fornero, decidere se appoggiare o meno le decisioni prese dal consiglio dei ministri.
Le parole della Fornero sembrano una risposta diretta e chiara al leader del Partito Democratico Pierluigi Bersani, il quale aveva dichiarato che, in caso di mancato accordo sui termini della riforma e in particolare riguardo all’articolo 18, il PD avrebbe deciso in aula se votare a favore del provvedimento presentato dal governo o meno.
Il ministro non ritiene comunque che esistano aut aut e che un accordo tra governo, partiti e sindacati sia possibile: i temi sui quali si sta lavorando sono oggetto di discussione da tempo e, pur se le posizioni di ciascuno sono distanti, Elsa Fornero ha espresso “una moderata fiducia sull’esito del confronto”. Riguardo alla trattativa in corso con i sindacati la Fornero ha aggiunto: “Si sta lavorando bene, ma questo non vuol dire avere in tasca l’accordo”.
