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Sulla riforma del lavoro il Governo procede anche senza il consenso dei partiti

Il governo Monti è deciso ad andare avanti e a portare a termine il suo progetto di riforma del mercato del lavoro, anche se questo non dovesse incontrare il consenso dei partiti. Il ministro per il Lavoro Elsa Fornero, intervenuta in teleconferenza in occasione di un incontro alla Camera organizzato dal centro studi Arel è stata chiara: nel caso in cui non si dovesse trovare un accordo definitivo tra governo e i partiti e questi ultimi desiderassero veder realizzata una riforma del lavoro che i ministri del governo tecnico reputano non buona, l’esecutivo guidato da Monti si assumerà la responsabilità di presentare di fronte al Parlamento la propria legge di riforma. Spetterà poi ai parlamentari, secondo quanto dichiarato dalla Fornero, decidere se appoggiare o meno le decisioni prese dal consiglio dei ministri.
Le parole della Fornero sembrano una risposta diretta e chiara al leader del Partito Democratico Pierluigi Bersani, il quale aveva dichiarato che, in caso di mancato accordo sui termini della riforma e in particolare riguardo all’articolo 18, il PD avrebbe deciso in aula se votare a favore del provvedimento presentato dal governo o meno.
Il ministro non ritiene comunque che esistano aut aut e che un accordo tra governo, partiti e sindacati sia possibile: i temi sui quali si sta lavorando sono oggetto di discussione da tempo e, pur se le posizioni di ciascuno sono distanti, Elsa Fornero ha espresso “una moderata fiducia sull’esito del confronto”. Riguardo alla trattativa in corso con i sindacati la Fornero ha aggiunto: “Si sta lavorando bene, ma questo non vuol dire avere in tasca l’accordo”.

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Operazione trasparenza del Governo Monti

Ecco i redditi dei ministri di Monti: Per il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera un reddito 2011 di circa 3,5 milioni. Da membro del Governo Monti il compenso scenderà a 220mila euro circa. Per il responsabile del Viminale Annamaria Cancellieri un compenso annuo lordo di oltre 183mila euro. Il collega della Difesa Giampaolo Di Paola indica un reddito 2011 di quasi 370mila euro. Il responsabile del Turismo Piero Gnudi ha guadagnato come ministro oltre 53mila euro (non ha beni immobili). Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Mario Catania, dichiara un reddito 2010 di oltre 213mila euro. È partita l’operazione trasparenza del Governo Monti.